Assegnare il premio di MVP dopo una sconfitta, quella davvero amarissima, rimediata a Daverio contro gli scatenati Rams "garbosiani"?
Perchè no? Non è forse seguendo la logica del "losing effort" che, molto spesso, si assegnano questi riconoscimenti?

Poi, nel caso di specie, assegnare il premio a Luca Battilana ha un duplice valore.
Primo: riconoscere che con Luca in campo - lo dicono le cifre, lo confermano le sensazioni, lo riconoscono gli addetti ai lavori -, la nostra squadra ha giocato decisamente meglio beneficiando a piene mani della sua intensità, della sua voglia di spendersi totalmente in difesa in una serata in cui, eufemismo, là dietro abbiamo complessivamente giocato una gara da "10 piani di morbidezza".

Invece, col "Bat" in campo, il contatore geiger della nostra difesa è volato immediatamente a fondo scala anche se poi, lo sappiamo, non è bastato.

"Losing effort", appunto.

Secondo punto: Battilana merita la coccarda per quello che ha fatto in questi mesi, ovvero per l'estenuante lavoro di recupero-riabilitazione al quale si è sottoposto dopo aver subito un intervento chirurgico alla spalla.
E, forse in pochi ne hanno coscienza, per tornare in pista con un fisico da gladiatore come quello di Luca ne devi fare di fatica. Tanta davvero. Tante, forse troppe ore di esercizi con elastici, pesi, stretching, mobilità attiva e passiva. E poi  terapie. E poi piscina. E poi tecarterapia. E poi ionoforesi. E poi chissà cos'altro ancora che abbiamo tralasciato.

Tutto per riaverlo con noi. Per riavere con noi quello spirito da battaglia che, dai, diciamo la verità, abbiamo un po' perso con la sfortunata uscita di scena del "Canta".

Adesso, però, consoliamoci perchè coach Beneggi potrà tornare ad attivare il Bat-Segnale e quando Luca lo vedrà apparire sui muri delle palestre capirà subito che il suo momento sta per arrivare.
Capirà che c'è bisogno del suo aiuto.

E il "Dio" del basket, solo lui, sa quanto ci serve in questo periodo.